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fonte: lultimobacio.it
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"L'ultimo bacio" è un film di gran successo. La pubblicità dice: "La storia di tutte le storie d'amore" e tutti corrono a vederlo. Il regista ha la faccia un po' stralunata, parla a tratti, in un modo un po' schizzato. I due protagonisti si amano per davvero, anzi, meglio: si erano amati, poi si erano lasciati, poi si sono ritrovati proprio perchÿ hanno girato insieme questo film. Perfetto.
Il film è un film che poteva essere, nelle mani di un altro regista, un film emozionante, bellissimo, travolgente. Quel genere di film che ti fa capire, su di te, cose che non sapevi. Ma Muccino è un artigiano, un po' montato, non un talento. E allora il film è scopiazzato da un vero grande capolavoro, un film che devi vedere, se appena leggi il titolo in qualche locandina, "Magnolia"; e un po' anche da "American Beauty".
PerÉ ci sono due scene che assolutamente devi vedere: sono, come dire, educative. Pedagogiche. Ti salvano dal viverle, si spera.
Una è quando la diciottenne, che ha detto al trentenne che era innamorata di lui praticamente dopo averlo appena conosciuto, si sente dire che lui non la vuole piõ e gli corre dietro, a piedi, inseguendo la sua macchina che sgomma via; immagine tremenda di una dipendenza amorosa, di un'incapacità di stare in piedi da sole, di accettare che gli uomini non siano i nostri burattini, che ci dovrebbe, davvero, far riflettere come un cartellino giallo.
E l'altra, è la scena finale. Lei si è sposata, ha sposato lui che l'aveva tradita. A letto, insieme, si erano detti che non si sarebbero mai traditi. "No," aveva detto lei, "tu potresti tradirmi, tu sø; non io, no, io no." E allora si vede lei che corre, in un vialetto di Villa Borghese, in calzoncini da jogging. E le si affianca un uomo, anche lui fa jogging. E la guarda. E lei prima svicola, e poi gli sorride. E si capisce, oh se si capisce, da quel sorriso, da quel tipo particolare di sorriso, che è lei, è lei che adesso lo tradirà.
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