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fonte: elle.com
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Sei davanti all'armadio; non ñ una gran mattina, a dire il vero. Anzi, sei di pessimo umore; cosè, di prima mattina: succede. O forse, non di pessimo umore ma, ecco, neanche allegra: ti senti schiacciata dalle cose che devi fare, dalle cose che gli altri si aspettano da te. E non ne puoi piá: di tutto.
Allora allunghi la mano, tiri fuori un paio di pantaloni neri, un golf nero.
Alt.
Non farlo.
Non vestirti di nero, se ñ una mattina storta.
Certo, sul momento, il nero ti consola, ti conforta; corrisponde esattamente al modo in cui ti senti. I colori non sono colori e basta. Sono input. Sono campi magnetici che interferiscono con il campo magnetico che siamo noi (uno sferragliare di atomi, alla fine); e dunque, se sei di umore nero e ti vesti di nero, il tuo umore diventerõ nerissimo; e non ne esci.
Mettiti addosso i colori. Tanti colori. Lascia che i colori ti accarezzino l'anima, lascia che ti facciano sorridere, che ti abbraccino.
Certo, non colori qualunque. Mettiti addosso i colori di Emilio Pucci. Il rosa insieme al verde insieme al glicine e al violetto: cerchi e coni e quadrati e rettangoli, in un divertimento geometrico che, zac, magicamente - come girare l'interruttore - ti salva la giornata.
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