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fonte: Ken Skott
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Ken Scott, nelle fotografie che lo ritraggono, sembra un efebo biondo, un po' slavato, esausto su un canapè; ma ha lo sguardo attento, che infilza quello di chi lo guarda e non lo fa scappare.
Aveva cominciato alla Parson di New York, ma più che il design, all'inizio, gli piaceva la pittura: e seppe piacere a una non facile come Peggy Guggenheim. Poi cominciò a disegnare tessuti e vestiti per farceli. Faceva tunichette e vestiti a gale e volants, con stampati a grandezza gigante fragoloni, asparagi, carciofi, grandi fichi blu; faceva stoffe che mettevano allegria, subito, a tutti. E mi pare moltissimo.
A Milano, allo Spazio Krizia, c'è una bella mostra delle opere di Ken Scott. I negozi ci sono un po' dappertutto, e la sua allegria continua anche se lui non c'è.
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