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fonte: cnn.com
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Spesso le donne, quando hanno a che fare tra di loro, in un luogo che abbia a che vedere con il lavoro, diventano galline. La parola è bruttissima ma, disgraziatamente, è l'unica che renda l'idea. Un gran pigolare, un becchettarsi, e qualche volta una beccata a sangue.
Non si mettono d'accordo, le donne. Non fanno cordate, come gli uomini. Non si uniscono in gruppetti, armati l'uno contro l'altro, ma solidali con i membri. Le donne si scannano.
Mi è sempre risultato difficile capire perché. Finché la vecchia, sana, affidabile biologia non mi è venuta in aiuto. Pare che le donne abbiano una predisposizione genetica a insediarsi in un nido e covare la prole, e che gli uomini abbiano un imprinting di forza analoga, ma opposto: sono programmati per svolazzare da un nido all'altro e distribuire in giro più seme possibile, in modo che la specie, da qualche parte, trovi il modo di moltiplicarsi. E allora, ecco la spiegazione: le donne gallineggiano perché, nel loro retrocervello, come diceva mio padre, alla fine combattono perché il maschio atterri sul loro nido e lì si fermi. Una gara: con morti e feriti.
Siccome la gran parte di noi ha a che fare con colleghe di lavoro (o anche con amiche perfide che fanno le casalinghe) è utile sapere come difendersi.
Secondo me, la migliore difesa è il silenzio. La fuga, nei casi disperati. Non becchettare, non beccare e non rispondere. Abbandona il campo. Lascia alla gallina che ti dà noia tutto lo spazio per beccare qualcun'altra. E tu ritirati, ma come faceva il generale Kutuzov, il vincitore di Napoleone: lascia il campo, arretra. E la gallina cattiva si farà male da sola.
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