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Antonella Boralevi, Con gli occhi delle donne

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Madame Bovary
 

fonte:
monicaguerritore.it
Una donna. Piegata in due. Spezzata in due. Sta al centro del palcoscenico. Si spezza, su e giù, su e giù. Un numero infinito di volte. La musica è ossessiva. Colpi. Uno dopo l'altro. A ogni colpo, la donna si spezza, poi si rialza, poi si spezza di nuovo. Il ritmo è quello del sesso. E infatti intorno alla donna c'è un cerchio di uomini neri, che la guardano indifferenti. Non è forse il destino, il ruolo, il compito e anche la sciocca stupidità delle donne, quello spezzarsi ritmico, seguendo i colpi di un corpo, di una musica? Il teatro è pieno, pieno fino all'ultima poltroncina, all'ultima sedia. Il silenzio è una nebbia spessa. Lei soffre. La sua sofferenza arriva dentro la tua sofferenza, la tira fuori, la nomina, rende insopportabile quella scena, quella sequenza, quella musica che non cessa. Adesso ti alzi. No. Resti. Ti vengono in mente le volte, tutte le volte, che hai sofferto così. E come gli uomini non capiscono, mai. E come giocano, persi nei loro giochi stupidi. E tu li prendi per veri e ti spezzi, ti spezzi in due come si spezza, tutte le sere, in uno spettacolo che non è teatro ma psicoterapia (sarebbe piaciuto a Peter Weiss), Monica Guerritore in "Bovary".

Monica Guerritore

Il sito ufficiale della popolare attrice con informazioni e biografia.

Madame Bovary

Le date, le recensioni, l'incontro con Sepe e gli aneddoti sullo spettacolo.

 


   
 
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