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fonte: M. J. Cardenas
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Alla fine ha telefonato. Ha detto che riusciva a liberarsi. Ha detto: "Penso per le nove, se ti va beneŁ". E tu hai detto "sì" con troppa precipitazione; accidenti, lo sanno tutti che bisogna fare le preziose. Almeno un po' le preziose.
A noi non piace, fare le preziose. Ci riesce, certo, ma non ci piace. Noi vorremmo accanto un uomo a cui si possa dire "sì" con tutta la precipitazione necessaria, e poi passare un'ora con il viso in fiamme per l'emozione tra i fornelli e le pentole che vanno di fuori e il sale che è esagerato e la salsa di cioccolata che si attacca; e poi truccarsi con la destra e pettinarsi con la sinistra, e depilarsi in mezzo minuto. E poi stare seduta sul divano, con le gambe molli e il cuore in pezzettini molto piccoli e sparsi dovunque, ad aspettare per un'altra ora, cercando di darsi un tono e di non farsi prendere dall'ansia. E, quando lui arriva, potergli dire: "Amore, sono morta di paura, la paura che non arrivassi più", e sapere che lui ti abbraccia, forte, stretta e ti tiene così stretta che quasi non puoi respirare. E allora, miracolosamente, tutti i pezzettini di cuore tornano al loro posto e ti senti a casa, protetta, al sicuro e vorresti restare lì, chiusa tra le sue braccia, nel cerchio magico del suo respiro, per sempre.
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