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Antonella Boralevi, Con gli occhi delle donne
Perchè l'ho scritto

Quattro domande ad Antonella Boralevi:

Perché ha scritto questo romanzo?
Per condividere con i miei lettori una scoperta magica, che mi ha cambiato la vita.

Quale?
Che la felicità è una musica che si suona in due. La felicità ha sempre a che fare con l'altro. Significa smettere di difendersi e aprirsi a un altro.

Un innamorato?
No. Un'altra persona. Un bambino, un vecchio, un'amica, uno sconosciuto. Significa accogliere: senza nessun secondo fine. Essere uomo tra gli uomini.

La storia come le è venuta in mente?
Volevo un intreccio che agguantasse il lettore, che non gli permettesse di abbandonare il libro. E volevo che la felicità si aprisse come un miracolo dentro vite all'apparenza perfette, ricche di successi, eppure mangiate da un dolore che non si sa nominare. Ciascuno di noi porta dentro di sé questo nocciolo dolente, a cui non vuole pensare. E ciascuno di noi ha la possibilità di guarirlo. Ne "IL LATO LUMINOSO" il caso arpeggia i destini: e li spalanca alla luce. Può accadere dovunque, a tutti. Ho scelto New York perché è il simbolo delle infinite solitudini eppure è una città meravigliosa.



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