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Quello che la luna non dice
Era sera, non tardi. Per€ sembrava molto tardi, perchà l'isola era andata a dormire e non c'era nessuno, sulla via di Tragara, e la luna, alta sopra il pugnale dei Faraglioni, faceva male a vederla, se si era da soli.
Io avevo mangiato con Manuel Puig, lo scrittore de "Il bacio della donna ragno", a un tavolo un po' in disparte sulla terrazza dell'albergo dove dormiva, a Capri, proprio davanti ai Faraglioni.
Gli scrittori mangiano sempre a tavoli un po' appartati, perchà la distanza serve loro per sopravvivere. Si mescolano solo apparentemente; siccome guardano, devono stare distanti.
Devo quell'invito a cena a un'intervista che aveva incuriosito quell'uomo strano; una curiosa intervista, in cui lui aveva fatto a me pi· domande di quelle che ne avessi fatte io: voleva sapere dell'Italia e di Capri e di come si viveva da noi, e di quanta felicit¦ ci fosse, per noi, a disposizione. Disse che gli sembravamo molto felici, molto pi· felici di quello che si era aspettato. E, credo, per continuare a snocciolare i punti della sua curiosit¦, mi aveva invitato a cena in pensione.
Avevo letto, come molti, "Il bacio della donna ragno" e ne ero stata stregata; sicchà dovrei ricordare tutto di quella conversazione; o invece, questo spiega perchà io non mi ricordi nulla.
Era omosessuale, Manuel Puig, dunque non era una cena con un retropensiero: era una conversazione. E di questa straordinaria conversazione con uno scrittore cosË grande io ricordo, e me ne vergogno moltissimo, soltanto un momento.
Stavamo seduti dirimpetto alla luna. E io mi sentivo addosso quella tristezza che viene, certe volte, insieme a una dose eccessiva di bellezza.
Lui se n'Ò accorto: sono animali da fiuto, gli scrittori. Allora si Ò girato verso di me e mi ricordo bene il profumo forte di un qualche fiore di quel giardino, che mi Ò entrato dentro il naso proprio in quel momento. "Quello che la luna non dice," mi ha detto, "Ò che non c'Ò luce, sulla luna; siamo noi, che ce la mettiamo, sai". E aveva un tono trionfante, e felice di questo trionfare sulla bellezza che sembrava lË per conto suo.
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