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fonte: educational.rai.it
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La bomba di Enrico Baj
La casa dove abitava Baj è un villino degli anni Venti, di quelli perfetti per l'ordine e la completezza, con un tranquillo giardinetto intorno, gatti che si aggirano con circospezione tra i ciottoli e l'erba, e l'autostrada che romba in lontananza.
Un tranquillo villino borghese.
Poi entravi dentro e era come saltare a capofitto dentro uno dei suoi quadri. Colori dappertutto e facce di passamaneria e occhi di vetro e capelli di lana e gambe e braccia e corpi affastellati e la vita che esplode nel modo caotico e disordinato e inarrestabile come esplode sempre la vita, sicchŽ le quiete porte bianche si aprono come sportelli della più pazza delle astronavi e in ogni stanza c'è una meraviglia diversa; e ti entra addosso una sensazione di vita, di accelerazione, di movimento, di cambiamento che non hai provato mai, solo lì, toccando la grazia rivoluzionaria di un artista che l'arte non se la tiene per sŽ, come fanno quasi tutti, ma te la rovescia addosso come vino rosso, quando qualcuno lo versa sulla tovaglia e poi ci intinge il dito e te lo passa dietro l'orecchio e dice: "Ti porta fortuna".
Baj era grandissimo ed elegante, non si mostrava, non dimostrava, ed era come andare a casa di uno qualunque, se la casa non fosse quella.
Mi spiegava "Pinelli" con tutte le facce stupite e stralunate e incredule e fanatiche e ingenue e feroci e l'anarchico che cade a testa in giù e il dolore e il terrore grondavano dal quadro come acqua; e il lavoro che aveva fatto su Proust, tutte quelle facce una in fila all'altra e ognuna con tutta la sua vita dentro; e come sceglieva le passamanerie e tuffava le mani nei suoi reperti e si divertiva e giocava; e poi, di colpo, è diventato serio e mi ha detto: "Non si pu˜ accettare il mondo come è".
Poi sua moglie, che si chiama Roberta ed è tranquilla come la loro casa vista da fuori, ma ha un sorriso da bomba molotov, mi ha offerto un caffè e l'abbiamo bevuto seduti fuori, nel sole tiepido di marzo. E si sentiva, lontano, il rumore dell'autostrada, come una vibrazione sotto la quiete.
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