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fonte: Reuters, foto di Ray Stubblebine
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Ti dico di cosa ha paura il terribile "Hannibal"
Mi avevano detto che Anthony Hopkins ha un bruttissimo carattere. Un
tipo 'tough'. Era a Firenze, doveva girare parecchie scene di 'Hannibal'.
Era un sabato, il suo sabato libero prima di cominciare a girare, per tre
settimane. E io ero in ritardo. Ho parcheggiato come veniva, sul piazzale
di ghiaia e mi sono messa, poco dignitosamente, a correre sul vialetto
bordato di cipressi che portava al prato, davanti alla casa. Alle mie spalle,
una voce perfettamente calma, con un elegante accento di Oxford, ha chiesto,
"Perché non cammina?". Io mi sono girata e ho visto un signore con
una camicia colorata, un maglione appoggiato sulle spalle, una faccia larga
con un vago sorriso e occhi appuntiti come spilli e ci ho messo un po'
a capire che era Anthony Hopkins. Meno bello di come me lo aspettavo. Grasso,
effettivamente. Anziano. Distinto, ma anziano. Intimidente. Siamo arrivati
insieme. Sulle sdraio, sul prato, c'erano Julianne Moore con un vestitino
svolazzante, Aurelio e Jacqueline De Laurentis, e Martha, la moglie di
Dino. Il padrone di casa mi aveva fatto giurare il segreto, perché
tutti gli esclusi da quella colazione così speciale l'avrebbero
odiato, sapendolo. Si beveva vino bianco, e c'era un'aria tranquilla, da
scampagnata. A tavola, mi avevano messo a sedere vicino a lui e abbiamo
cominciato a chiacchierare. Di cibo, prima di tutto. Di dieta. Di palestra.
E poi di storia, di medioevo, di Corradino di Svevia e della Battaglia
di Paolo Uccello. Mi ha raccontato che, quando gira, entra in una specie
di apnea, che non vuole distrarsi, che diventa il suo personaggio, completamente.
Poi mi ha invitato a andare sul set per vedere una scena che avrebbero
girato dopo una settimana in Palazzo Vecchio, con un cadavere impiccato,
credo, a una fune di ferro; "Molto sanguinario", ha detto. Rideva. Io ho
detto che se diventava Hannibal, non me la sentivo proprio e siamo diventati
amici. Una volta, ho provato a fare una passeggiata con lui e ho smesso
alla prima salita. Si fa, ogni giorno, mi ha confessato, tre miglia a piedi,
almeno; perché lo ossessiona il grasso sulla pancia.
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