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Cosa c'è dietro "Striscia la notizia"
"Striscia" sembra un programma improvvisato e invece è una macchina perfetta, costruita con ore e giorni di prove, rifacimenti, litigate, riunioni. I battutisti sono cinque e hanno tutti da fare. Le veline girano in accappatoio dalla mattina (e battono i denti). I cestini sono sacchetti di plastica con dentro ignobili panini al prosciutto cotto e un coltellino di plastica per sbucciare la mela.
Il tutto si svolge in uno scantinato senza finestre e con luci da carcere.
Di solito, tutto quello che è stato fatto/preregistrato viene buttato via cinque minuti prima della messa in onda.
E allora si capisce che Antonio Ricci - che, essendo ligure, le cose le fa sul serio e non le molla ad alcuno e non gli va mai bene nulla (in redazione lo chiamano in modo irriferibile, ma affettuoso) - non schiodi dalla sua stanzetta dalle nove di mattina alle tre di notte. E poi che, quando lo scollano via, vada a mangiar la pizza con i 5 autori, nella pizzeria a un metro dalla redazione. E che finalmente vada a letto nella sua cameretta nel residence sopra la redazione. Sempre, rigorosamente, senza donne.
Il Prigioniero di Striscia.
Il venerdì va a casa dalla moglie e probabilmente si rifà: ma secondo me dorme.
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