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Il segreto vergognoso di Alessia Mancini
Immaginatevi l'area partenze di Linate il giorno in cui due aerei si sono scontrati sulla pista e ci sono centodiciotto morti tra le lamiere. Immaginatevi le mamme, i figli, i padri, i fratelli che aspettano, in piedi, i poveri reperti che sempre accompagnano la tragedia: una catenina, un orso di peluche, un'agenda slabbrata; per riconoscere quei poveri corpi.
E adesso guardate Alessia Mancini, valletta, che comincia a urlare e a strepitare, e dice: "Ma lo sa chi sono io? Io nel bus non ci vado!": perché è arrivata in aeroporto - nessuno l'ha avvertita che era stato chiuso - e non vuole andare in bus a Bergamo a imbarcarsi, come tutti; no, lei vuole un autista e una Mercedes; non si mescola, lei.
E adesso vergognatevi per lei: e sperate, con me, di non vederla in tivù per tanto, tanto tempo.
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